{"id":963,"date":"2016-12-01T16:54:36","date_gmt":"2016-12-01T16:54:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giovanniandreazanon.com\/?p=963"},"modified":"2020-05-20T14:22:02","modified_gmt":"2020-05-20T14:22:02","slug":"corriere-della-sera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giovanniandreazanon.com\/eng\/corriere-della-sera\/","title":{"rendered":"Intervista del Corriere della Sera"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Giovanni Andrea Zanon: \u00abA due anni suonavo il violino. Se imparavo mi regalavano una gallina\u00bb<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Ha appena compiuto 18 anni ma ha cominciato a desiderare di suonare che era ancora sul seggiolone. Finora ha vinto 30 concorsi: cos\u00ec \u00e8 la vita prodigiosa di un piccolo genio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>di <strong>Maria Luisa Agnese<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Del violino si \u00e8 innamorato a un anno e mezzo quando dal seggiolone vedeva suonare la sorella di tre anni pi\u00f9 grande, strumentista precoce pure lei. Cos\u00ec a due anni il piccolo Giovanni aveva gi\u00e0 il suo mini violino, fattogli costruire apposta dal padre, da un liutaio di Padova. \u00abPer un bambino cos\u00ec piccolo ci vuole uno strumento su misura, con una cassa grande un terzo di quelli normali e quindi accuratamente ripensato nei rapporti. Il mio era grande come il palmo di una mano\u00bb racconta oggi Giovanni Andrea Zanon, 18 anni compiuti a febbraio. Da allora per lui, talento assoluto di violinista, intercettato precocemente da campioni come Zubin Mehta, Paolo Gavazzeni e Pichas Zuckerman che ne sono diventati i mentori e i paladini, la vita \u00e8 stata solo musica. Il solito pap\u00e0, suo primo talent scout, visto che non \u00e8 facile far capire a un bambino cos\u00ec piccolo la disciplina in generale e quella musicale in particolare, aveva sviluppato un personale e creativo metodo pedagogico, degno di una vera mamma tigre. \u00abVisto che la nostra famigliola viveva in campagna a Castelfranco veneto e che fra tutti gli animali le galline erano quelle cha amavo di pi\u00f9, pap\u00e0 mi dava ogni settimana un bigliettino con alcune note musicali. E su quelle dovevo esercitarmi\u00bb racconta Giovanni. Se il tirocinio settimanale andava a buon fine, il premio per il micro Paganini era una nuova gallina: \u00abCi sono stati alcuni momenti in cui nel mio pollaio ne giravano anche 96 di galline. Poi, quando poco dopo la mia famiglia si trasfer\u00ec in citt\u00e0, per me fu un trauma scoprire che in quei nostri pasti serali a base di carne di pollo erano finiti in realt\u00e0 proprio i miei amati amici piumati\u00bb.shadow carousel<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il Conservatorio a 4 anni<\/h4>\n\n\n\n<p>Dopo questo precoce apprendistato alla disciplina, succede che a neppure quattro anni Giovanni entra al Conservatorio, e viene accompagnato a lezione in passeggino dalla mamma. \u00abMa una volta il bidello la prende da parte e le dice: \u201cSignora io capisco che lei non sappia dove lasciare suo figlio quando fa lezione, ma questa non pu\u00f2 diventare un\u2019abitudine\u201d\u00bb racconta Giovanni divertito. Non \u00e8 stato facile spiegare che l\u2019alunna non era lei, ma suo figlio. L\u2019imbarazzo comunque dur\u00f2 poco perch\u00e9 a 13 anni Giovanni era gi\u00e0 fuori dal Conservatorio e ha cominciato a suonare nei migliori teatri del mondo, raccogliendo premi e riconoscimenti.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Ammalato in vacanza<\/h4>\n\n\n\n<p>Giovanni \u00e8 bello, con un certo non so che di dolcemente maledetto, con fidanzata bella come lui al seguito, una giovane liceale del suo paese, che contribuisce a fare della coppia un trailer per la Grande bellezza italica. E se gli chiedi se si \u00e8 perso qualcosa rispetto ai suoi compagni in questa sua giovane vita dedicata a una passione primaria, non fa il piagnisteo ma risponde con composta consapevolezza: \u00abCerto, i miei amici uscivano e andavano in vacanza e io no. Ma la musica \u00e8 la mia vita e credo di essere stato fortunato a scoprire cos\u00ec presto la mia vocazione. Tanto pi\u00f9 che la prima volta che sono andato in vacanza al mare dopo otto anni, quattro giorni in Sardegna quest\u2019estate, mi sono subito ammalato, influenza pi\u00f9 allergia al sole. Un disastro di proporzioni fantozziane, con me febbricitante e coperto di creme, e pensare che perdipi\u00f9 ero ospite dei genitori della mia ragazza\u00bb. Da talento puro qual \u00e8, Giovanni sa anche che gli anni della sua privazione e sofferenza, i lunghi periodi di solitudine, gli sono serviti parecchio per dare spessore alla sua tecnica.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Solitudine a New York<\/h4>\n\n\n\n<p>A 15 anni su consiglio del maestro Zubin Mehta \u00e8 arrivato a New York per studiare alla Manhattan School of Music con Pinchas Zukerman, musicista israeliano di origine polacca, eccellenza del violino contemporaneo con cui \u00e8 privilegio studiare per i talenti di tutto il mondo. \u00abRicordo che sono sceso dalla metro da solo, sotto una specie di diluvio, con la valigia e il violino tutti bagnati. Non \u00e8 stato facile, in fin dei conti ero proprio giovane. Per la nostalgia piangevo, ma so che \u00e8 servito: magari sono momenti brutti da vivere, perch\u00e9 non sai con chi parlare e con chi discutere; ma impari a stare da solo, e stare da solo ti fa riflettere molto, e ti fa crescere pi\u00f9 in fretta. In quel periodo \u2014 continua Giovanni \u2014mi hanno aiutato molto padre Paolo, la mia guida spirituale, con cui parlavo a lungo al telefono, e la famiglia torinese del ristorante italiano poco distante dalla scuola, la Bettolona, che son diventati la mia seconda famiglia, mi hanno adottato e hanno alleviato la mia solitudine\u00bb perch\u00e9, se come lui dice gli anni di studio matto e disperatissimo lo hanno aiutato a diventare adulto, lui resta anche un ragazzo simpatico a cui piace stare in compagnia. Lo si vede da come sta a suo agio in pubblico, quando durante le sue performance da solista, si racconta e racconta delle sue galline, fra una sonata e l\u2019altra. \u00abIl talento \u00e8 fatto anche di questo, di saper stare a proprio agio su un palco, di riuscire ad avere empatia con il pubblico, io per esempio mi trovo meglio a parlare su un palco che al ristorante. E spesso suono meglio sul palco che alle prove\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Quattro allievi nel mondo<\/h4>\n\n\n\n<p>Pinchas Zukerman, il suo maestro supervisore, in questo momento segue solo quattro giovani studenti nel mondo, e Giovanni \u00e8 l\u2019unico italiano. Non teme la concorrenza dei grandi rivali asiatici, dedicati allo studio e alla tecnica con la maniacalit\u00e0 di cui ben sappiamo, grazie anche alle famose mamme tigri? Giovanni, con la solita precoce consapevolezza, tende a smontare la loro pericolosit\u00e0: \u00abS\u00ec \u00e8 vero, sono ossessionati dalla tecnica. Ma per suonare ci vuole anima. E per avere anima bisogna aver sofferto\u00bb dice, forse pensando ai suoi anni newyorchesi.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Andrea Zanon: \u00abA due anni suonavo il violino. Se imparavo mi regalavano una gallina\u00bb Ha appena compiuto 18 anni ma ha cominciato a desiderare di suonare che era ancora sul seggiolone. 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